Parole e concetti sono manovrabili a piacimento e si tirano in alto e in basso come un chewing gum. I numeri no. E i numeri dicono che il Cesena del primo scorcio di stagione è affetto da una sindrome di Shpendipendenza che si rivela essere arma a doppio taglio. Che Cristian il cecchino implacabile sia in servizio permanente effettivo dai primi vagiti del campionato e che la squadra bianconera ne stia traendo ampio beneficio è un dato di fatto. Su sette reti segnate, sei sono infatti made in Shpendi. La catena di produzione è costante e non dà segni di inceppamento. Ma, ovviamente ben lungi dal volerglielo augurare, che succederebbe qualora la gioiosa macchina da gol con riempimento della bisaccia di punti annesso subisse un inceppamento sottoforma di defezione forzata?
Necessità di marcatori alternativi
L’attaccante cesenate e della nazionale albanese ha insomma sinora sbancato il banco in modo piuttosto regolare. Poi, se in qualche caso, vedi sfida con la Cremonese, lui ha dato alla squadra le chiavi per cercare di aprire la cassaforte per prelevare tre punti e la squadra, ingenuamente, se le è lasciate scivolare di mano vedendole finire nel tombino di un solo punto, non è colpa che gli si possa imputare. E dunque, alla considerazione che rimbalza fortemente sulla riviera romagnola che alcuni che si nutrono di piada e colori bianconeri di un possibile “superamento” della fase Shpendi, si risponde, o meglio, i numeri rispondono in un solo modo: la stagione attuale, come quella passata, e almeno sino a questo momento, senza l’apporto realizzativo di Shpendi il Cesena ha serissime difficoltà a spingerla dentro. L’unico che sinora abbia saputo creare l’alternativa è Antonio Fiori: una rete alla Virtus Entella, poi però più nulla. E allora ecco che in casa Cesena si ripropone il problema già evidente lo scorso campionato e grande quanto un Caterpillar: se Shpendi non ci fosse, al Cesena, chi segnerebbe? Può darsi che le giornate a venire contribuiranno a sciogliere il dubbio e a dare alla domanda una risposta esplicita ed esaustiva. Al momento, però, nulla salus (del reparto offensivo) extra Shpendi.
Ciò che Shpendi fa in attacco, la difesa conservi
Sempre chiedendo conforto ai numeri che non mentono mai, il Cesena ha sinora segnato, come detto sette reti ma ne ha subite sei. Non vi è sinora stata partita delle cinque nella quale la porta bianconera sia rimasta immacolata. Ed è chiaro che, se Shpendi costruisce e il reparto difensivo non impara a proteggere meglio quanto lui sta, con la consueta dedizione, demiurgicamente creando per la buona causa della squadra, il gioco finisca per essere a somma zero.
Verso un possibile superamento di gol della scorsa stagione?
Lo scorso campionato, dopo cinque turni, Shpendi aveva segnato due reti. Adesso, nella medesima scansione temporale, ne ha già messe a referto sei, tre volte tanto e già quasi la metà di quelle che aveva realizzato in tutto il campionato 2025-26. Avanti di questo passo, umiliare il bottino dello scorso anno aggiornandolo con numeri ben più ampi dovrebbe essere per lui facile come sorseggiare un bicchiere di Sangiovese in compagnia di amici. Questo, però., nell’ipotesi in cui l’attaccante albanese non trovi sulla sua strada, e si ribadisce di scongiurare il verificarsi dell’evento, qualche masso pesante a sbarrargliela. E quindi è evidente che, accanto a lui, occorrerà pure che qualcun altro si addestri a indossare il vestito del cecchino permanente. Come è sinora arrivata, senza reti, la zona playoff ci mette meno di un battito di ciglia a scivolare via senza una pluralità di marcatori in famiglia. Meditate gente meditate.

