Cesena, Cristian Shpendi e la sua provvidenziale blindatura

Cesena, Cristian Shpendi e la sua provvidenziale blindatura

Mercato comincia per emme. Come matematica. In casa Cesena non c’è stato bisogno di prendere la calcolatrice o il pallottoliere per capire che, visto l’esito della prime due giornate, Cristian Shpendi era bene tenerselo in famiglia. E nemmeno si sono resi necessari grandi ragionamenti. È bastato constatare quanto sia stato determinante nelle prime due uscite per non lasciare i bianconeri senza un pugno di mosche in mano. La capitalizzazione di punti numero 4, proprio come la scorsa stagione, è passata in modo determinante dai suoi piedi. Per quanto sul suo conto si sia ormai formato un palazzo di parecchi piani di discussioni destinate a non avere termine, i numeri parlano chiaro: due reti in altrettante gare lo scorso campionato, due anche in questo. Ergo, come si può oggettivamente fare a meno a oggi di chi te la sa spingere oltre le porte avversarie avendo l’orologio della regolariità sempre sintonizzato e con le lancette al posto giusto?

La voglia di incidere ancora profondamente sulla squadra
Nella sua mente, probabilmente, Cristian l’onnirealizzante ha pensato che quelle due reti rifilate a Sampdoria prima e Virtus Entella poi debbano avere rappresentato una sorta di dichiarazione d’amore alla squadra, alla città e ai tifosi. Respira a pieni polmoni aria di Romagna dal 2021 e per le vie della riviera adriatica ci si trova benone come a casa sua. E dalla felicità al fatto di saperla declinare in realizzazioni sonanti ci passa davvero meno di un battito di ciglia. La decisione della dirigenza cesenate di continuare a ritenerlo abile e arruolato per la causa gli ha messo ulteriori ali di entusiasmo.

Stesso bottino dello scorso anno, ma con qualche differenza
Le reti segnate non pesano tutte allo stesso modo. Ce ne sono alcune che ti aprono la pista verso la gloria e altre che ti impediscono di finire nel baratro di una sconfitta che, in classifica, fa massa soltanto per la statistica ma non porta certo grano nel granaio dei punti. Shpendi ha segnato esattamente come lo scorso campionato sinora, due su due. En plein. La scorsa stagione, nel 3-1 con il Pescara, affiancò nel tabellino Blesa e, segnando dopo la rete degli abruzzesi a opera di Olzer il nuovo vantaggio, spalancò alla squadra la strada verso la posta piena. Contro la Virtus Entella, invece, fu dispensatore di illusioni con quel rigore messo dentro al minuto 81 e non è dato sapere cosa sia esattamente passato nella sua mente quando, al novantunesimo, ha dovuto amaramente constatare che non servisse a portarsi a casa il sacco interamente pieno ma pieno soltanto per metà per il pareggio dei liguri quando già la partita era sconfinata nei minuti di recupero. Quest’anno, con la Sampdoria, ha rivissuto proprio quella sensazione che non avrebbe più voluto rivivere aprendo al Cesena il terreno per fare un buon raccolto ma dovendo fare i conti poi con l’intemperia imprevista di una rete dei doriani a sette lancette d’orologio dalla fine. Con la Virtus Entella, al minuto 36, ci ha messo la tacca decisiva che ha reso vana la rete dei chiavaresi, quella linea in più servita a evitare che la compagine genovese azzerasse lo svantaggio da essa accumulato. Tutti gol decisivi. E tutte reti che servono a constatare quanto comunque, qualunque sia in quel momento lo stato della partita, lui sia in grado di incidere. O per proiettare la squadra verso l’Olimpo, o per salvare il salvabile e mettere in cascina almeno il fieno di un segno ics che conta sempre uno.

Se son Fiori…
A volersi abbandonare a un esercizio di pignoleria che può lasciare il tempo che trova, la squadra ha quest’anno segnato una rete in meno che nei due incontri dello scorso campionato, tre reti contro quattro. Oltre a Shpendi, a dare l’altra voce solista è stato quell’Antonio Fiori che da Cesena è partito, nelle giovanili, e a Cesena è tornato. Con una maturità acquisita dalle esperienze con Vastogirardi e, soprattutto, con Mantova e Frosinone e con il desiderio di affermare il concetto per cui gli anni passano ma lui di Cesena non si è dimenticato. E per questo la vuole onorare come si conviene nel linguaggio che conosce meglio, quello della rete. L’esito delle reti e i dati dei cannonieri dello scorso campionato hanno mostrato quanto Cristian Shpendi necessiti più che mai di una spalla nel caso in cui, per qualche giornata, la sua propensione realizzativa e la sua capacità di cecchinaggio in servizio permanente effettivo si concedessero un attimo di rilassamento. Se Fiori sarà la spalla ideale lo diranno le prossime giornate. Intanto, però, l’ex virgiliano ha risposto presente già dopo due turni. Dimostrando che distribuire il gioco da centrocampista o ala lo diverte un mondo, ma anche che profanare le porte avversarie gli sa infondere una discreta goduria. Se son Fiori… segneranno.

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