4gol in due partite: Vrioni è rinato in Austria. E Fusco aveva ragione…

4gol in due partite: Vrioni è rinato in Austria. E Fusco aveva ragione…

Giacomo Vrioni, l’ex Cesena cerca la rinascita in terra austriaca

Dalla polka della Romagna della famiglia Casadei a quella dell’Austria degli Strauss. Se a Cesena, però, ha “ballato” per quindici partite e 305 minuti di gioco senza riuscire a segnare, Giacomo Vrioni, punta centrale di San Severino Marche, nella terra che fu sotto il dominio degli Asburgo sembra avere recuperato lo smalto realizzativo di un tempo. La dimostrazione? Il fatto che, in due partite contro la sua nuova famiglia calcistica, ovvero il Wolsberger, squadra della Bundesliga in cui si è accasato, abbia messo a segno quattro reti. Un dato che, certamente, mette il sorriso sulle labbra a lui che cerca decisamente di rilanciare le sue quotazioni dopo una stagione non indimenticabile e alla società, desiderosa di non disputare un campionato di seconda linea e con un albo d’oro fatto di una Coppa d’Austria (OFB), una Erste Liga, ovvero la seconda divisione austriaca e Fussball Regionaliga, terza divisione del paese.

Le partite in cui ha segnato
Vrioni ha dimostrato di non volersi affatto limitare all’atto di presenza già lo scorso 24 luglio quando, nella vittoriosa trasferta del primo turno di OFB, la sua squadra ha liquidato il Lauterach con un perentorio 5-1. Suo è stato infatti il gol d’apertura al minuto 27, suo quello di chiusura all’81′. La partita, per la cronaca, ha fatto registrare sia la sua doppietta sia quella di Schabauer. E già la coppia dei gemelli del gol formata dal trequartista indigeno ex Lask e Admira Wacker e dall’ex cesenate si candida a fare sognare la propria tifoseria. Casomai non si fosse compreso, Vrioni l’assetato di riscatto ha voluto ribadire il concetto del fatto che lui, nella terra dei valzer, è venuto per partecipare al gran ballo dei protagonisti contro l’Austria Vienna, nella prima di campionato vinta dai suoi con un rotondo 3-0 sotto gli occhi del pubblico amico. In questo caso, però, ha scelto di dimostrare quanto possa giovare alla causa non su azione, ma dagli undici metri, colpendo sia al 18′ con il rigore del vantaggio, sia al minuto 63 con quello che ha permesso al Wolfsberger di rimettere definitivamente la testa avanti.

Figlio di Matelica e Sampdoria
Vrioni aveva sedici anni quando cominciò a capire nelle file delle giovanili del Matelica che sulla sua carta d’identità, un giorno, avrebbe potuto fare apporre la dicitura “professione calciatore”. Le giovanili della Sampdoria glielo confermarono.

Con la Pistoiese nel 2017, poi l’ascesa sino all’Austria
Dopo una partita una con il Matelica, sufficiente però a fargli respirare aria di calcio professionstico, e dopo un ritorno alla Sampdoria senza però mai scendere in campo, Vrioni riesce a portare un po’ più d’acqua al mulino della sua crescita calcistica con la casacca orange della Pistoiese. Poi verranno Cittadella, Venezia, Juventus, prima con l’Under 23 e poi con due esperienze con la Prima Squadra e uno sbarco in Austria. Con il WSG Swarowski Tirol si ambienta subito a meraviglia e lascia un patrimonio di 29 presenze e 18 reti. Un bilancio che qualcuno, nel 2021-22, in casa Wolfsberger deve avere messo nero su bianco carta e penna alla mano perché poi, come si è visto, l’Austria gli ha rispalancato le porte. Giusto per non farsi mancare alcunché, la punta centrale marchigiana ha poi voluto sperimentare l’ebbrezza del calcio nordamericano. Prima tappa, l’NE Revolution negli Stati Uniti, seconda il Montreal in Canada. Nel primo caso segna sedici volte, nel secondo tre. Poi sulla sua vita comincia a soffiare aria di Romagna.

Al Cesena
Vrioni arriva nella famiglia bianconera il 5 febbraio 2026 da svincolato. Nostalgia nostalgia canaglia. L’Italia chiama e lui, a tornare, non ci pensa due volte. Non va però propriamente tutto a puntino perché, in quindici partite, i gol che il pubblico e la tifoseria cesenate si attendevano da lui non si sono mai materializzati. Arrivato in terra di Romagna e Sangiovese, l’attaccante aveva dato di sé quest’identikit: “Preferisco che siano gli altri a parlare delle mie caratteristiche, cerco sempre di dare il massimo in campo”. Sotto la supervisione tecnico di Michele Mignani l’impegno arriva, il gol no. E l’avventura finisce. Per ricominciare, appunto, in Austria dove sembra, almeno da questi primi vagiti di Coppa e campionato, avere ritrovato la via maestra.

E ora?
Non è forse nemmeno una questione di ambiente. In Romagna l’accoglienza, anche dei nuovi calciatori, si sa benisssimo cosa sia. Ci si potrebbe sbizzarrire ad azzardare mille ipotesi su quest’avvenuta, temporanea metamorfosi. Ci si potrebbe chiedere se Mignani ne abbia saputo sfruttare le giuste caratteristiche. Lui, punta centrale, era però stato caricato di ulteriori responsabilità tattiche dall’ex tecnico cesenate che lo avevano portato a essere impiegato da centrocampista e trequartista, quindi non soltanto con licenza di segnare ma anche di distribuire il gioco. Pressione da parte dell’ambiente? Quella va sempre messa in conto e a ogni latitudine. Se arrivi in una realtà come punta centrale e con un bottino di quarantotto reti, è normale che la tifoseria che ti adotta un po’ di aspettative se le faccia. C’è però da dire anche che, a parte Cristian Shpendi, il solo a riuscire a mettersi sotto la tettoia della doppia cifra, l’attacco cesenate dello scorso campionato aveva nel suo complesso il pungiglione un po’ spuntato. Il suo attuale tecnico Thomas Silberberger sembra avergli ristretto il ruolo a quello che aveva per vocazione, ovvero quello di punta centrale e terminale offensivo. Un impiego certamente più ristretto sul piano tattico rispetto a quello stabilito da Mignani. E potrebbe allora risiedere proprio in questo la chiave del suo, almeno per ora, diverso rendimento in Austria. La duttilità di impiego è sempre una freccia importante all’arco di un calciatore, così come di chi lo allena. Ma se tale duttilità va a sconfinare in un eccesso di carico di ruoli, potrebbe rivelarsi controproducente. Ciò però non va a giustificare in modo totale la mancata prolificità di Vrioni sotto il cielo di Cesena. Ora, per lui, è arrivato il momento della ripartenza. Dove porterà questo suo approdo austriaco? Per il momento, la temperatura del suo rendimento calcistico è misurabile in 265 discese in campo, 83 reti e 26 assist per 15.177 minuti di gioco. I conti, però, si fanno sempre alla fine. E sarà soltanto quindi a fine stagione 2026-27 che si saprà se la sua sarà stata una rinascita autentica. Ma se il buongiorno si vede dal mattino…