“Bell’Italia amate sponde pur vi torno a riveder”. Non è dato sapere se, tra le riminescenze scolastiche del difensore del Cesena Gianluca Frabotta, vi sia anche quella dei versi del poeta neoclassico Vincenzo Monti. Ma la sua sensazione, di ritorno da un’esperienza nella Championship inglese con la casacca del West Bromwich Albion, deve essere stata suppergiù questa. E le amate sponde sono state quelle della riviera romagnola dove ha riassaporato aria di calcio tricolore appunto con i colori bianconeri. Gli stessi che aveva indossato qualche anno fa ma qualche chilometro più a Nord quando era a libro paga della Juventus, prima versione Under 23 e poi prima squadra. E, tornato a misurarsi sui rettangoli verdi dell’italico calcistico furor, si è rivelato difensore affidabile e, elemento che non stona mai, anche con un buon vizietto di profanare le altrui porte.
Tra duttilità e prestazioni di carattere
A Cesena hanno capito al volo che il ragazzo, a essere inscatolato in un solo ruolo, prova un insano senso di allergia. Sulla sua carta d’identità calcistica, infatti, il calciatore romano ha scritto difensore. Ma a lui piace soprattutto menzionare la sezione segni particolari, e se ci si getta lo sguardo si può scoprire agevolmente come possa divertirsi su e giù per il rettangolo verde non solo come terzino sinistro, ma anche come centrocampista aggiunto e con propensioni offensive. Del resto lo aveva già dimostrato nelle sue precedenti esperienze calcistiche, vedi soprattutto le sedici con la casacca della Juventus e le ventidue con quella del Frosinone.
Gol di peso
Lui, Frabotta, non ci ha impiegato molto a fare capire che essere libero di svolazzare da una parte di campo all’altra gli garba assai. E, per chiarire il concetto anche ai più scettici, ha cominciato con il confezionare le due reti che hanno permesso al Cesena di ribaltare la sfida con lo Spezia tutta in bianconero e inizialmente infausta, ha provato a fare il suo nella sconfitta all’Orogel Stadium con il Monza or di serie A rivestito e vittorioso in Romagna per 3-1 e ha segnato la rete decisiva nel 3-2 contro il Mantova. Totale, quattro reti, niente male per un difensore e soprattutto considerando che, a parte le dodici reti di Cristian Shpendi, gli altri attaccanti da cui ci attendeva più polpa, Ciervo e Cerri, sono entrati pochino in catena di produzione. Insomma, un Frabotta di contenimento e di lotta, di difesa e di offensiva, un tuttofare che al Cesena può ancora fare un gran bene.
Il ritorno al gol con il Cesena
Peraltro Frabotta ha avuto modo proprio in riviera romagnola di scoprire quanto sia bello profanare le porte degli altri. L’unica esperienza in cui lo aveva sperimentato era stata quella con il Cosenza dove in quindici discese in campo era finito nel tabellino dei marcatori in tre occasioni. A Cesena ha fatto registrare una tacca in più. Sembra un’inezia ma, sul piano motivazionale, può dare un po’ di carburante. È ovvio che la dirigenza cesenate dovrà provvedere, ammesso che rimanga in scuderia, a dare a Shpendi qualche valida spalla affinché il reparto offensivo non sia più praticamente una voce solita ma almeno un’esecuzione a due voci. Ma intanto, sapere che c’è un Frabotta in grado di aggirarsi bellicoso nelle aree avversarie può essere una buona carta da giocare.

