Rimini, ripartenza dall’Eccellenza, ma con chi?

Rimini, ripartenza dall’Eccellenza, ma con chi?

La delusione brucia ancora. Ma a Rimini non si vuole assolutamente piangere sul latte versato e l’imperativo diffuso dal primo all’ultimo centimetro di città è ripartire. Certo, non dalla Lega Pro frequentata anche nobilmente nelle ultime quattro stagioni con due ammissioni ai playoff prima della debacle della scorsa stagione per questioni finanziarie, ma dall’Eccellenza. Ma, quale che sia la categoria, Rimini intona un coro compatto: la città non può rimanere orfana della sua squadra che, in passato, ha frequentato anche il condominio della serie B e adesso deve rinascere da solide fondamenta che la pongano con le spalle larghe in vista del futuro. La prima domanda che spunta dalla penna non può che essere questa: con chi?

L’intervento del comune
Il comune non se ne è certo rimasto alla finestra e ha messo in moto una procedura tesa a individuare a quale soggetto possa essere dato il titolo: il dubbio sarà sciolto dopo sabato 18 luglio, data oltre la quale chi vorrà portare liquidità, passione e voglia di investire non potrà andare per avanzare la sua proposta di lavoro. Con l’imperativo categorico di dare alla squadra biancorossa gambe solide per camminare e, sia pur gradualmente, per riprendere in mano il suo passato nient’affatto disprezzabile e cercare di nuovo la scalata verso il professionismo, passando, ca va sans dire, prima per la serie D.

Storia di rinascite
La tifoseria legata anima e corpo a una squadra che le ha regalato, nel corso degli anni, anche una Coppa Italia e una Supercoppa di serie C certo non si attendeva di dover essere ancora una volta spettatrice di una discesa agli inferi. Quella stessa tifoseria è però ben memore del fatto che, in passato, la rinascita si è già materializzata e anche bene. Potrà mai non essere così anche questa volta per una formazione che ha visto, tra i suoi gioielli, anche l’ex allenatore dello scintillante Milan dei tre olandesi, di Ancelotti e Donadoni e della nazionale Arrigo Sacchi? E allora, a Rimini hanno capito anche le pietre che le energie spese per mettere i musi lunghi per il crollo della scorsa stagione debbano essere assai più utilmente convogliate nel mettere alla squadra, alla città, alla tifoseria il mantello della speranza di risorgere il prima possibile.

Quel precedente in Eccellenza
Chi è stato abituato a masticare pane e Rimini calcio ricorda perfettamente che vi fu già un’occasione nella quale la squadra dovette riannodare i fili della sua storia e ripartire dall’Eccellenza: era la stagione di grazia 2016-17, quella successiva a una dichiarazione di fallimento che il Rimini aveva dovuto certificare dovendo quindi salutare mestamente la Lega Pro. I biancorossi vinsero a mani basse il girone B totalizzando ben 98 punti frutto di trentuno vittorie, cinque pareggi e due sconfitte soltanto e lasciarono senza fiato Sasso Marconi e Classe, rispettivamente seconda con 74 e terza con 73. Il Sasso Marconi avrebbe comunque avuto di che sorridere in virtù del ripescaggio in quarta serie per completamento organico, ma questa è un’altra storia. Nel 2017-18 fu già in serie D e nel 2018-19 riassaporò la serie C. Totale, due stagioni soltanto dalla rifondazione riminese numero cinque ( cui si è aggiunta l’attuale). A dimostrazione del fatto che, con un progetto ben definito e sorretto da chi, dal presidente all’ultimo dei magazzinieri (con massimo rispetto parlando perché anche il loro ruolo è estremamente meritorio e prezioso), crede ciecamente in una squadra con l’affetto e non solo con la pecunia che pure serve, si può uscire a riveder le stelle. A Rimini auspicano che questa rinascita abbia quanto prima una replica. Adesso, però, occorrerà chi davvero voglia prendere per mano questa società e, sentendone il profumo inebriante del passato, voglia farla incamminare verso il futuro con passo sempre più imperioso.

Ricordando i playoff
Di luce riflessa, nel calcio come nella vita, non si vive. Può però essere piacevole ricordare che cosa sia riuscito a combinare il Rimini antecedentemente alla caduta comunque non irreversibile. Appena tornato dalla serie D, nel 2022-23, disputò subito una stagione con le stellette raggiungendo il nono posto con 47 punti insieme con la Recanatese e quindi la zona playoff. Poi arrivò lo stop con il Pontedera, ma intanto il supplemento di campionato era stato raggiunto. I playoff giunsero anche le due stagioni successive con un decimo posto nel 2023-24 con cinquanta punti: il primo scoglio con il Gubbio (2-1) fu superato, il secondo con il Perugia (0-0) no, ma solo perché gli umbri avevano una migliore posizione di classifica. Quei playoff lasciarono quindi il Rimini imbattuto. Nel 2024-25 ecco un’altra scintilla, la conquista del supplemento di campionato con il nono posto con 51 punti, peraltro davanti a quel Pontedera che lo aveva eliminato due stagioni addietro e se lo era tenuto dietro nel 2023-24. Piccole rivincite che però rallegrano. Ai playoff nazionali la festa terminò al cospetto della Vis Pesaro (1-1 e 3-4) ma, anche in questo caso, una stecca nel finale non andò certo a vanificare una stagione condotta complessivamente in modo egregio. Certo, nel calcio occorre sempre cercare di primeggiare, ma la forza dei ricordi piacevoli può essere una preziosa alleata in questo. In campo non ci scende, ma si accomoda in tribuna a sostenere la squadra con il resto della tifoseria infondendole la consapevolezza che risorgere si può. E si deve. L’amarcord, specie nel riminese, si sa bene che cosa sia.

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