Forlì, una vittoria tennistica non inedita

Forlì, una vittoria tennistica non inedita

Si potrebbe pensare che quella contro il Pescara sia la prima vittoria del Forlì con sei reti spinte nella porta avversaria. Errore. Il sestetto d’autore con cui la squadra allenata ora da Nicola Campedelli si è imposta contro gli abruzzesi (6-3) ha almeno due fratelli maggiori.

Quel 6-1 datato 1958-59
Il primo dei due fratelli maggiori ha ormai diversi capelli bianchi sulla testa ed è datato 1958-59. La squadra militava allora nel campionato di serie C non ancora Lega Pro come lo si chiama attualmente. Durante la sedicesima giornata, davanti al pubblico amico, la squadra che aveva Franco Capelli per presidente e Leo Zavatti in panchina piegò al Tullo Morgagni la Cremonese con un perentorio 6-1. Eroe di quella partita fu l’ex Lanerossi Vicenza Giusto Lodi che avrebbe poi militato anche in Brescia e Genoa e mise a segno una tripletta, poi Coccoli e Bassi con una doppietta resero epico il punteggio e i grigiorossi ebbero soltanto la possibilità di segnare la rete della bandiera con Luosi.

Il 6-1 del 2024-25
C’è però un secondo punteggio tennistico che si pone nell’interstizio tra quel 6-1 di 67 anni fa e l’attuale. È il 6-1 con cui il Forlì ha avuto ragione del Piacenza nel derby regionale disputatosi quando le due squadre frequentavano la serie D. La festa forlivese cominciò al minuto 7 con un’autorete di Silva che si intese male con il suo portiere Franzini. Al 15′ Petrelli siglò il raddoppio con un tiro dal limite, al 30′ ancora lui segnò il 3-0 sfruttando un cross basso. Al 45′ arrivò il poker di Campagna su una ripartenza. All’8′ della ripresa Mandrelli firmò il 5-0, al 13′ il Piacenza riuscì temporaneamente a spezzare il monologo dei padroni di casa con Iob e al 15′ Macrì, da fuori area, ci mise la ciliegina sulla torta. E fu il secondo sestetto del Forlì che ha passato ora il testimone a quello del numero perfetto.

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