Attenti a quei due: Rimini sogna già il professionismo

Attenti a quei due: Rimini sogna già il professionismo

Uno si chiama Sasa Cicarevic, l’altro Facundo Josè Piazze Hmielnicky, nome non proprio di pronunciabilità immediata senza intorcicarsi la lingua. Ma ai tifosi del Rimini questo poco importa. A parte il fatto che si può sempre abbreviare in Facundo Piazze, come è in effetti più noto, ai supporter biancorossi interessa invece rilevare come il ragazzo, insieme con il compagno di squadra, abbia dimostrato nelle prime tre giornate del campionato di Eccellenza di parlare a meraviglia il linguaggio del gol. Tre reti uno, tre l’altro sono il biglietto da visita che hanno sinora lasciato per un Rimini intenzionato a pensare in grande senza perdere più tempo a leccarsi le ferite della scorsa stagione e voglioso invece di riassaporare il prima possibile la serie D e poi risbarcare in Lega Pro. Facile? Non esattamente. Però la strada maestra è tracciata e i quattro piedi dei due gemelli del gol che funzionano in servizio permanente effettivo autorizzano a coltivare pensieri di lietezza calcistica. Per la cronaca, delle sette reti riminesi, sei sono di loro produzione.

Qui Sasa Cicarevic
Dal Montenegro con furore, Cicarevic porta un biglietto da visita di 302 presenze, 59 centri e 17 assist per oltre 17 mila minuti di gioco. Il ragazzo ha mostrato di saperci fare non soltanto come trequartista che è il suo impiego prevalente, ma anche in qualità di seconda punta, ala, centrocampista ed esterno di sinistra. Una duttilità che la dirigenza riminese valuta preziosa quanto l’oro. Intanto, però, lui ha cominciato a far capire di gradire un mondo spingere la sfera nelle porte avversarie. E la tifoseria biancorossa gongola. Del resto la società lo conosceva già piuttosto bene per averlo visto all’opera una prima volta tra 2017 e 2019 nel periodo “incastrato” tra la sua militanza al San Marino e quella alla Legnago Salus in terra veneta. Lasciò allora 64 presenze tra serie C e D e dodici reti e ha tutta l’intenzione di proseguire quel discorso aggiornando costantemente la sua brillante statistica. Nelle sue gambe e nella sua esperienza soffia il vento di Cesena con la cui Primavera ha dato avvio ai suoi sogni di sfondamento regalando quattro reti in venti partite e raggiungendo, nella stagione 2011-12, la fase finale con la formazione allora guidata da Maurizio Giordani. Poi vennero San Marino, Rimini, Legnago, Cjarlins Muziane, Delta Porto Tolle, Adriese, Carpi, Ostiamare, Sangiovannese, Chions e Atletico Uri. Eccettuata l’esperienza alla Sangiovannese, a ciascuno ha democraticamente lasciato la sua dotazione di gol. In casa Rimini ha cominciato subito con un terno d’autore, ovvero tre reti in altrettante partite con Sammaurese, Vis Novafeltria e Young Santarcangelo.

Qui Facundo Josè Piazze Hmielnicky
Facundo Josè (così si fa molto prima) ha mosso i suoi primi passi nell’Atletico River Plate di Montevideo. Una ventata di esperienza in più gli hanno dato anche le casacche di San Roque e Los Barrios, in quest’ultimo caso in Spagna. Prestazioni che lo hanno reso pronto per il gran salto nell’italica terra con l’Elettra Marconia in Eccellenza con quattordici reti annesse, poi con Castelfidardo, Fortis Juventus e Vastogirardi, in quest’ultimo caso con un buon bottino di 18 reti stagionali. La scorsa stagione ha preso per mano la Lucchese e l’ha condotta in serie D e adesso vuole coltivare sogni di grandezza anche in casacca giallorossa. È stato sinora il solo calciatore a mettere a segno una doppietta nella vittoriosa spedizione riminese sul terreno dello Young Santarcangelo.

Una prolificità preziosa accanto a una difesa granitica
Il valore della loro prolificità è impreziosito anche dal fatto che il reparto difensivo sta svolgendo assai bene la sua missione di contenimento dell’altrui bellicose intenzioni non essendo stato perforato neppure una volta nelle prime tre gare. Ciò che l’attacco crea, insomma, la difesa conserva. E se l’andazzo dovesse ricevere conferma per il resto della stagione, il Rimini potrebbe uscire a riveder le stelle. Ma quelle del cielo di una stagione indimenticabile.

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