Antonio Fiori a Cesena per far sbocciare sorrisi sul rettangolo verde

Antonio Fiori a Cesena per far sbocciare sorrisi sul rettangolo verde

A Cesena c’era già stato. Solo che la squadra era stata allora avvolta dalla spirale del fallimento e quindi, in bianconero, non aveva avuto l’occasione di sbocciare. Adesso Antonio Fiori ci riprova. E lo fa con un supplemento di maturità umana e calcistica accumulato per via, pronto a dare man forte a un reparto offensivo che, di necessità, avrà bisogno di avere più voci soliste e di un andamento corale in grado di andare al di là della monofonia di Cristian Shpendi, unico attaccante capace di raggiungere lo scorso campionato la doppia cifra. Fiori sa segnare e far segnare. La sua biografia calcistica lo documenta a dovere. E, ha pensato la dirigenza cesenate, se il giochetto ha funzionato a meraviglia ad altre latitudini, per quale ragione non dovrebbe dare fausti esiti anche all’Orogel Stadium Dino Manuzzi?

Giovane età, grande determinazione
Un particolare tutt’altro che irrilevante deve essere subito fatto scendere in campo: Fiori ha soltanto ventitré anni e, ancorché possa già vantare un’esperienza da veterano, può ancora proficuamente sbocciare a beneficio di sé stesso e per la realtà nel cui libro paga figura, in questo caso, appunto, il Cesena. Frecce al suo arco ne può quindi ancora avere, e che cosa meglio di una squadra decisamente in cerca di rilancio può fornirgli la giusta benzina motivazionale per continuare a mettere tacche alla voce dell’evoluzione tecnico-tattico-personale e a riempire il curriculum ad usum di eventuali, futuri interessati? Che abbia determinazione lo affermano cartesianamente i numeri che, notoriamente, se esatti, tutto sono tranne che menzogneri.

La robusta esperienza con la Spal
Per cominciare a mettere i suoi primi petali di discesa in campo, Fiori ha percorso da Cesena una distanza di 131 chilometri, destinazione Ferrara. E d’altro canto, essendo ravennate, era piuttosto logico che la sua operazione decollo partisse a ridosso della terra natia. Nella stagione 2019-20 Fiori scende in campo quindici volte con la formazione estense Under 17 e lascia l’impronta di due reti. Il ragazzo è ancora acerbo ma, sentenzia più d’uno forse pensando al verbo degregoriano, “si farà anche se ha le scarpe strette”. Anche grazie a lui, la squadra si classifica a un lusinghiero quarto posto con 31 punti alle spalle di Atalanta, Inter e Hellas Verona. Il 2020-21 lo vede fermo, complice anche l’emergenza Covid 19 che aveva sommerso di lutti, lacrime e prostrazioni varie il paese. Lui, però, scalpita e nella stagione 2021-22 torna dividendosi tra Under 18 e Primavera, con la prima collezionando una presenza per 67’ di gioco e con la seconda tredici tra campionato e Coppa. La Spal Primavera si classifica penultima con 26 punti e retrocede. Ma se gli estensi scendono, per lui è invece pronto l’ascensore per una salita.

A Modena
C’è una squadra in serie D, a quell’epoca, il Vasto Girardi che, sorretto evidentemente da buone referenze, ha messo sotto osservazione Fiori e se lo è poi portato in famiglia pensando fosse il momento propizio per fargli respirare aria di calcio semiprofessionistico. Di approfitare dell’occasione il calciatore ravennate non se lo fa dire due volte e “ringrazia” con 35 presenze, di cui 32 in campionato e tre in Coppa Italia, quattro reti e altrettanti assist. Sì, pensa Fiori, adesso si può cominciare a pensare che. In un futuro non situato a distanza siderale, potrà essere vera gloria. Il Vasto Girardi, per la cronaca, giungerà decimo con 42 punti nel girone F e strapperà un’agevole salvezza. Ma, appunto, la vera gloria comincia a metterlo sotto la sua ala protettiva, lo prende per mano e lo conduce nella terra dei Gonzaga che diede i natali anche al poeta Virgilio, Mantova.

La svolta mantovana
Là dove sulle tavole echeggia il profumo dei tortelli di zucca e delle torte sbrisolone, per Fiori, sul rettangolo verde, scintilla invece un’ipotesi di svolta molto concreta. Intanto riesce a salire di un gradino accasandosi in Lega Pro nel 2023-24 dopo quattro anni di gavetta. Agli ordini del tecnico Davide Possanzini, il Mantova è una società ambiziosa. Lui pure. E l’abbraccio poderoso tra le due ambizioni sfocia nella promozione dei virgiliani in serie B con ottanta punti che mandano in frantumi i sogni d’ascesa del Padova , rimasto a 77 e del Vicenza, inchiodato al terzo posto a quota 71. In quel giardino dorato Fiori profuma con 35 presenze, dieci reti e sei assist. E l’ascensore del suo progresso in campo calcistico continua a macinare piani, rigorosamente in salita.

In serie B
Nel 2024-25, Fiori si ritrova quindi in cadetteria. Qui le squadre si chiamano Brescia, Sampdoria, Palermo, Sassuolo, giusto per limitarsi a qualche nome, e il gioco si fa più pesante. Ma Fiori è tra coloro che hanno sentito almeno una volta nella vita ronzare nell’aria il detto “quando il gioco si fa duro, i duri iniziano a giocare” e lo applica alla lettera con presenze numero 37, reti numero 3 e assist numero 5, contribuendo alla permanenza dei virgiliani nel secondo livello della gerarchia calcistica tricolore anche per la stagione a venire.

Ancora Mantova, poi Frosinone
Nel 2025-26 scende in campo solo undici volte tra campionato e Coppa Italia ma segna due reti. Ma Fiori sente che ormai il destino lo spinge lontano dalle rive del Mincio per fargli intraprendere un’altra avventura. Il 25 gennaio 2026 imbocca l’autostrada per la Ciociaria, uscita Frosinone e sempre in cadetteria. Con i gialloblù ottiene la promozione in massima serie passando per la porta principale insieme con il Venezia e lascia un’impronta di 14 presenze e quattro reti. Adesso il Cesena gli ha rispalancato le braccia ritrovandolo con un patrimonio di 161 presenze 27 reti e 16 assist che sono un ottimo biglietto da visita per sparare in una sua resa come si conviene.

La collocazione tattica
A Fiori non è mai piaciuta una collocazione monocorde e infatti i vari tecnici che lo hanno avuto in gestione hanno avuto modo di constatare che sa rendere sia sulla corsia di destra sia su quella di sinistra. Massimiliano Alvini ne ha sfruttato spesso al Frosinone la capacità di dribblare e di essere un prezioso stantuffo in fase di distribuzione del gioco anche attraverso la sua agilità nei movimenti. Particolari che, certamente, potranno risultare manna dal cielo anche a Cesena. L’orientamento di Alino Diamanti sembra essere al momento di collocarlo a presidio della fascia sinistra nel suo schema 4-3-3. Ma, vista la duttilità del giocatore, non vi sarebbe da stupirsi se il suo impiego fosse anche in una zona alternativa del campo.