Eccoci…
Nel mare magnum dei podcast di basso livello, dobbiamo segnalare un nuovo terribile ingresso.
Cosa spinge un professionista di grande esperienza, con una solida preparazione tecnica, a voler mettersi in mostra anche nel terreno, che non gli è congeniale dei social?
Vanità? Incoscienza?
Il punto di riferimento della categoria è il podcast di Giacomino Giunchi, credevamo fosse oggettivamente impossibile confezionare un prodotto più noioso.
Fino ad oggi.
Oggi si ridefinisce lo standard.
Purtroppo.
Ci chiediamo come potremo fare ad acoltarlo?
A proposito. Lo dico da tifoso del Cesena. Leggere un giornalista tifoso sfegatato del Modena, scrivere per anni sul Cesena, con il piglio dell’ultrà è stato difficoltoso.
È bene sempre tenere separato il tifoso dal professionista.
Questo è giusto.
Però non si può neppure volare di fiore in fiore come un’ape operaia che impollina ogni squadra che gli capita a tiro.
Dato che al conduttore piace parlare di tattica, lo schema della trasmissione è davvero noioso e arteficiale.
La voce impostata che ogni tanto scivola (notevole il tono che scivola sul falsetto da strizzata di coglioni, su petrelli al minuto 17.30), gli scambi tra i due, il manierismo della trasmissione, il commento musicale di fondo, stile corso di meditazione, promettono davvero una stagione terrificante.
Diomio.
